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Codici Concorso Magistratura 2015
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CONSIGLI PER LA PREPARAZIONE

Finalmente le prove scritte

Fino a qualche anno fa inquietavano i sonni di decine di migliaia di laureati in giurisprudenza: oggi, chi vi accede tira un sospiro di sollievo, avendo superato i famigerati quiz. Le prove scritte costituiscono così per molti già una meta degna di rispetto.

Il tipo di prova è rimasto inalterato: tre prove scritte in diritto civile, penale e amministrativo; 8 ore per la consegna dell’elaborato a partire dalla dettatura della traccia. Così come inalterato è rimasto il metodo di studio per la preparazione a questa prova, che rimane ancora l’ostacolo più impegnativo.

Ma come preparasi al meglio alle prove scritte ?

Come al solito non c’è un sistema unico, ognuno avrà trovato o troverà quello a lui più congeniale. Non mancano però alcune regole di base comuni a tutti.

La prima buona norma, superflua a dirsi, è quella di formarsi una solida preparazione quanto più completa e approfondita possibile: chi ha un buon curriculum universitario, parte avvantaggiato.

I manuali universitari purtroppo non sono più sufficienti, essendo necessario studiare su più complessi ed articolati trattati.

Particolarmente utili sono anche le riviste specializzate (del tipo Guida al diritto, Studium juris, Il Corriere giuridico) che esaminando argomenti d’attualità (in genere legati a novità normative o giurisprudenziali) tendono a dare anche un panorama del dibattito dottrinario precedente.

Oltre alle teorie dottrinali, va potenziato lo studio della giurisprudenza: non solo, infatti, si tratta di un concorso destinato a selezionare futuri giudici, ma la maggior parte dei Commissari d’esame è composta da magistrati, cui sono molto più familiari le questioni giurisprudenziali che le teorie degli accademici.

Allenarsi alla scrittura è altra regola fondamentale: consente di sveltirsi nella trasposizione per iscritto degli argomenti e di valutare anche quanto tempo occorra materialmente per la stesura di un elaborato (in brutta e bella copia).

Oltre lo studio del diritto, una buona esposizione presuppone anche una buona padronanza della grammatica e della sintassi italiana. Niente lascia più perplessi di un buon tema pieno di errori ortografici.

Dunque, oltre allo studio dei manuali, è buona prassi ripassare anche la grammatica. Se poi volete cimentarvi con qualche citazione latina, siate ben certi di quello che andrete a scrivere.

 

Altra questione è l’utilità o meno dei corsi di preparazione che sempre più numerosi vengono organizzati da privati e università.

Qual è il migliore? E’ impossibile dirlo: senz’altro sono più credibili quelli a numero chiuso, possibilmente ristretto, quelli in cui cioè il numero degli alunni non è superiore a venti – trenta persone a classe.

La effettiva utilità di questi corsi sta, infatti, non solo nella possibilità di entrare nel giusto clima d’esame, condividendo con altri compagni di "sventura" le proprie esperienze, ma soprattutto nell’allenamento alla prova scritta.

La possibilità di fare frequenti elaborati (che siano poi effettivamente corretti) deve essere elemento discriminatore, e tale possibilità è direttamente proporzionale al numero di iscritti.

Nutriamo invece qualche dubbio sulla bontà di altri sistemi diretti ad istruire le folle, riunite in teatri o cinema: oltre a fornire qualche fortunata "dritta " sulle eventuali future tracce, non sono quasi mai in grado di preparare realmente, anche solo psicologicamente, l’allievo al concorso.

A proposito…

Allenatevi anche psicologicamente imparando a non farvi influenzare dai discorsi allarmanti che circoleranno fuori e dentro l’aula del concorso.

Troverete chi, sicurissimo di quanto ha scritto nel tema già consegnato, confuterà con i più impensati argomenti le tesi da voi sostenute nell’elaborato, infondendovi sfiducia e frustrazione; troverete chi ha già provato il concorso 10 volte e vi racconterà tutte le sue disavventure. Incontrerete il tipo fatalista, che liquiderà l'intera vicenda come una pura "questione di fortuna" e chi, invece, " avrà appreso dalla "moglie del mio commercialista, che è la zia acquisita del figlio del presidente della Commissione", i criteri che la commissione adotterà in sede di correzione, criteri sicuramente difformi da quelli da voi adottati nel vostro tema.

Ascolterete opinioni dottrinarie mai sentite, improbabili sentenze di qualche sperduto tribunale, suggerimenti proditoriamente errati.

Ma mantenete sempre la calma e il sangue freddo (avete mai provato il training autogeno?).

Se siete andati preparati, è difficile che troviate molti migliori di voi; quanto alla fortuna e alle parentele, è probabile che incidano come in tutte le cose della vita, e dunque dovreste esserci abituati.

 

Un ultimo consiglio: la preparazione al concorso in magistratura non si improvvisa e dunque chiudersi in camera d’albergo per continuare a studiare a poche ore dal concorso, non solo è inutile, ma controproducente. La necessità di richiamare alla memoria nozioni che necessitano di ragionamento e concentrazione, non farà altro che esasperarvi e convincervi di non ricordare nulla.

Se potete fatevi accompagnare a Roma da qualcuno che non ha nulla a che vedere con il concorso e imponetevi di distrarvi, magari se la stagione ve lo permette, passeggiando indolenti tra i bellissimi parchi romani.

Una mente serena e rilassata sarà molto più produttiva l’indomani.

A colloquio con la Commissione